Visualizzazioni totali

giovedì 1 novembre 2012

Turismo, Italia pronta ad invadere Choroní

Un gruppo di operatori italiani ha visitato la regione Aragua per analizzarne il potenziale e pensa di crare pacchetti turistici l'Italia-Choroní simili a quelli già esistenti con Los Roques e Margarita. Quanto tempo impiegheranno a distruggere questa meraviglia con hotel di lusso e parcheggi?



CARACAS - Con l’obiettivo di trasformare lo stato Aragua nell'epicentro dello sviluppo turistico venezuelano sfruttando le sue meraviglie naturali, un gruppo di operatori italiani ha visitato la regione per conoscere in particolare le ricchezze culturali e paesaggistiche della nota località costiera di Choroni, un’attività denominata ‘Fram Trip’.
Dopo il percorso è stata offerta una conferenza stampa cui hanno partecipato la giunta direttiva di Aratur e dall’Italia un gruppo di operatori turistici e delegati. Cegarra, presidente dell'ente venezuelano, ha riferito che sono stati 19 gli operatori turistici arrivati per conoscere le destinazioni turistiche regionali, in rappresentanza dei dieci principali operatori italiani.
I visitatori hanno studiato la possibilità di creare pacchetti turistici tra l'Italia e Choroní, simili a quelli già esistenti con Los Roques e Margarita. È stato inoltre riferito che sono già in marcia progetti turistici nella regione Aragua, come l’ammodernamento dell’Hotel Maracay.
- Ci sono ancora delle lacune riguardo agli alloggi e per questo stiamo dialogando per costruire, in una prima fase, alberghi in luoghi strategici a breve, medio e lungo termine.
Durante l’incontro ha preso la parola Spartaco Scchiaci, rappresentante della Corporación de Turismo Venezuela (Conturven) per sottolineare il potenziale turistico di Aragua:
- Conta con bellezze naturali uniche, c’è molto da sfruttare - ha affermato -. La Regione contiene un po’ di tutto quello che in altri Paesi: c’è la montagna, la spiaggia, i fiumi, un oltre ad un clima caraibico meraviglioso, senza venti forti o uragani.
Secondo l’operatore turistico manca solo la volontà politica e la capacità di capire che nel mondo del turismo ci sono regole internazionali da rispettare.
M.V. La Voce d'Italia

Nessun commento:

Posta un commento